Wind of change

Oggi pomeriggio mi aspetta l'allestimento di un sontuoso abete di plastica, che una volta ricoperto di palline e di luci fa un gran bell'effetto, ma che è alto 2 metri e richiede pazienza, dedizione e spirito natalizio, che in questo momento scarseggia. Scivolo per casa silenziosa come un peluche con le pattine per evitare di svegliare i due guardiani, che ora russano davanti all'abete spoglio e non aspettano altro che un mio minimo segnale di disponibilità per saltare in piedi e coinvolgermi nella loro strana danza propiziatoria attorno al sempreverde, tra fili luccicanti e brillantini che mi si attaccheranno in faccia che e si staccheranno solo a primavera col disgelo. E poi c'è lui, e io non riesco a non temerlo, anche se ormai sono anni che lo conosco e non dovrei più tremare ogni volta che lo vedo. E' piccolo, uguale a tanti altri, sembra innocuo e inoffensivo, e lo è finché nessuno lo sveglia dal suo letargo estivo tirandolo fuori dalla tana. Ma appena lui si accorge cosa sta per accadere prende vita, tutta la vita che può (vive un giorno all'anno, e di quelle poche ore ne approfitta, giustamente) e invade ogni cosa, permea tutto con un sottile velo di zucchero filato alla vaniglia, una pioggerellina leggera di miele e un camion rimorchio di melassa doppia saccarina: è il cd di quella gran vacca di Mariah Carey, in cui la zoccola reinterpreta le hits del Natale gorgheggiando a più non posso sulle note di Silent Night. Chiaramente, sulla copertina lei è ritratta mentre, inginocchiata sulla neve e vestita come la segretaria porca di Babbo Natale, guarda ammiccante l'obiettivo -sospetto che il fotografo fosse nudo- e si infila maliziosamente le mani tra le cosce, come a volerle riscaldare. Per non parlare della foto in cui accarezza la renna (non ho idea se la renna sia maschio o femmina ma, considerate la dimensione e la forma delle corna e lo sguardo attonito del povero animale, la cara Mariah non si è fatta troppe domande, secondo me). Il messaggio subliminale che passa è SCOPAMI SUBITO, mentre lei ti strilla nelle orecchie che vuole gioia per tutto il mondo. A me fa sempre incazzare, tutti gli anni (e ormai sono 12 anni che lo ascolto), ma al guardiano femmina piace da matti, dice che fa molto natale, che fa atmosfera, e mi obbliga ad ascoltarlo mentre mi cospargo di brillantini dorati e faccio la danza della neve attorno all'albero finto. Sento rumore di guardiani appena svegli, sta arrivando il momento. Tra poco indosserò la divisa da figliuola premurosa e mi appresterò a danzare in circolo, ma oggi è l'inizio di una nuova epoca, e i guardiani ancora non lo sospettano. Apro la finestra, fletto i muscoli, e lo lancio nel vuoto. 'fanculo Mariah. :D (Sto sperimentando nuovi esercizi con Splinder, se escono strani simboli non è nulla di malvagio, è solo colpa della mia imperizia.)

sabato, 16 dicembre 2006 @ dicembre 16, 2006 17:13

LittleWizard
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Visti i precedenti

... e visto il mio oroscopo di questa settimana, che mi fa sentire quasi invincibile e rende la mia autostima solida come i muscoli di Chuck Norris, mi porto avanti col lavoro e mi permetto di sfanculare chi, già reo dei seguenti misfatti, potrebbe decidere di rifarli, cosa che non mi farebbe piacere punto. Quindi, mi permetto di volgere il mio pensiero ad una certa parte di umanità, e più precisamente:

a chi si concede di essere parte integrante della mia vita solo quando non ha niente di meglio da fare. E sì che mi secca fare la gelosa, però.

a chi crede di essere "fuori dal libro" e invece si sbaglia, e si allontana sempre di più da quello che vorrebbe essere per poterne parlare con comodo, dalla potrona, e sguiscia via dalla responsabilità che ha con se stesso di cercare di essere felice perchè alla fin fine fare progetti è molto più comodo e meno sporco che tentare di realizzarli, una volta tanto.

a chi mi tira pacco, che è una cosa che proprio non sopporto. Prima di tutto, perchè c'è modo e modo di tirare un pacco, e secondo perchè io ci tenevo, magari, e mi ero organizzata, sempre magari, e poi perchè sarebbe stato senz'altro divertente, e poco me ne cale del motivo del pacco, non c'è cristo che tenga.

a chi non mi risponde agli sms nè alle chiamate e non si degna di richiamarmi e magicamente è sempre senza credito e oberato di lavoro, anche se non ha un lavoro e al massimo avrà da infilare perline e pittarsi le unghie.

a chi ha un'opinione su tutti e su tutto, sempre, immancabilmente, e ci tiene che tutti la conoscano, ne sappiano le motivazioni e i milioni di aneddoti che le concernono. Il tono della ramanziona è di solito quello della Zia Pinuccia, la manina destra si muove nervosamente, il capino dondola e lei dice: "Ma io non so...", di solito sdegnata dal comportamento di questo o quest'altro e senza la minima intenzione di cominciare a farsi un padellino di cazzi suoi. -Nota: il personaggio in questione appartiene alla mia generazione, e dovrebbe essere ancora lontano dalle paturnie della menopausa-.

a chi fa il rivoluzionario con le decisioni degli altri ma, appena si parla di lui, diventa inspiegabilmente cauto. Per la serie "Son tutti bulicci col culo degli altri". 

Ognuno di questi personaggi ha vinto un biglietto omaggio sola andata per andare affanculo. Per il biglietto di ritorno, è obbligatorio superare un esame che attesti che il candidato si è fatto furbo. In mancanza del certificato, i candidati resteranno affanculo fino a data da destinarsi.

 

domenica, 10 dicembre 2006 @ dicembre 10, 2006 20:24

LittleWizard
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Stars shining bright above you...

"È come se la tua intelligenza animale fosse esaltata da una sorta di divina lussuria, come se stessi attingendo a una fonte di energia ad alto contenuto di ottani che trae origine dalla libidine di Dio." Dal mio oroscopo di Internazionale di questa settimana.

E scusate se me la tiro. :O

 

@ dicembre 10, 2006 19:35

LittleWizard
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Benvenuti ai Caraibi!


E' una melanconia che mi è propria, un composto di molti elementi, estratti da molti oggetti, e più precisamente la visione complessiva dei miei viaggi che, per la frequente meditazione, mi avvolge in una capricciosa tristezza. W. Shakespeare, As you like it

Oggi mi è arrivato un link, ci ho cliccato sopra e sono finita su un annuncio di lavoro: cercano insegnanti di lingua e cultura italiana a Naco, Santo Domingo, per il semestre gennaio/luglio 2007. Ho stampato il currculum, l'ho firmato, l'ho piegato e l'ho imbustato, poi ho comprato il francobollo e l'ho spedito. Poi ho allegato il curriculum alla mail e l'ho spedita, salvando una copia nella posta inviata a imperitura memoria di questo mio gesto. Poi ho cercato Naco su Internet, non ho trovato neanche una cartina ma ho le prove che esiste, perchè ci sono 2 o 3 alberghi lì vicino. In questa condizione sospesa tra un ottimismo esagerato e il più sincero sentimento di disorientamento, sarebbe la risposta ad una domanda che mi assila da un po', e cioè: Giorgia, ma dove cazzo vuoi andare?

(laggiù, sotto la seconda palma, c'è un asciugamano. Credo sia il mio).

lunedì, 27 novembre 2006 @ novembre 27, 2006 17:34

LittleWizard
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Scaligera Scaligerae

Oggi è un anno, UN ANNO, che sto a Verona.

Un buon non-compleanno a me, a chi con me stasera ha seccato 13 birre in tre, a chi ci ha offerto le ultime 3 birre, ai Griffin in seconda serata, a quelli che dovevano studiare e non l'hanno ancora fatto, a Valèntina -la mia gommina-, a Jimmy che è malato, ad Andrea che mi ha fatto gli auguri, a Emidio e Rosa, a Chicca, a Porco Trento, a Verona tutta intera, a Irene.

A Stella, ovviamente, che mi incita a fare cose che non dovrei NEMMENO PENSARE. :D

martedì, 26 settembre 2006 @ settembre 26, 2006 22:53

LittleWizard
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DiscrePanza

Intendo quella tra lo stato d'animo della gnoma più panzuta del mondo, che è tranquillissima e paciosissima all'idea di vedere Leonardo, e quello dell'ingegnere più intelligente del mondo che, da bravo uomo di scienza -e quindi uso ad affrontare le situazioni con moderazione e serena lucidità- si sta cagando sotto. :)

Quanto sono felici? Io parecchio. :)

giovedì, 21 settembre 2006 @ settembre 21, 2006 20:43

LittleWizard
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Son, she said, have I got a little story for you
What you thought was your daddy was nothin' but a
While you were sittin' home alone at age thirteen
Your real daddy was dyin'
Sorry you didn't see him
But I'm glad we talked
Oh I, oh, I'm still alive
Hey, I, I, oh, I'm still alive
Hey I, oh, I'm still alive

Oh, she walks slowly, across a young man's room
She said I'm ready for you
I can't remember anything to this very day
Except the look, the look
Oh, you know where, now I can't see, I just stare
I, I'm still alive
Hey I, but, I'm still alive
Hey I, boy, I'm still alive
Hey I, I, I, I'm still alive, yeah

Is something wrong, she said
Well of course there is
You're still alive, she said
Oh, and do I deserve to be
Is that the question
And if so, if so, who answers, who answers
I, oh, I'm still alive
Hey I, oh, I'm still alive
Hey I, but, I'm still alive
Yeah I, ooh, I'm still alive

@ settembre 21, 2006 00:15

LittleWizard
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Hasta siempre, Poderosa

Cosa può succederti in una sera di fine estate mentre torni a casa -ormai è mezzanotte, comincia ad essere losca, la situazione- dopo 45 minuti di ritardo del treno (intercity plus con prenotazione obbligatoria glivenisseunacaghettaaspruzzoall'amministratoredelegatodiTrenitalia) e il frigo puntualmente vuoto? Può succederti che vai verso la tua macchina parcheggiata dietro alla stazione e la trovi aperta, e pensi addirittura: "Che culo, ho lasciato la macchina aperta per 2 giorni e non me l'hanno nemmeno rubata!", e quasi quasi te la ridacchi dando al ladro del coglione perchè non te l'ha rubata.

Ma poi può anche succedere che invece tanto coglione non lo era, lo scaligero Lupen, e la tua macchina non era aperta, ma ci ha pensato lui, e ti ha spaccato il finestrino sinistro per fotterti l'autoradio. Che aveva un pin. Era una radio di merda ma aveva un pin, e quello che me l'ha rubata non lo sa, questo pin. E che nessuno mi venga a dire che magari il nostro ne ha già viste a vagonate, di radio così, e che saprà farla funzionare senza problemi. Lasciatemi la speranza che la mia gloriosa radio resista e non funzioni MAI, non si faccia domare, e non emetta neanche il più piccolo suono. Con l'unica eccezione, chiaramente, di Radio Maria, che invece riceverà un segnale forte e chiaro e costante e soprattutto ETERNO, che riecheggerà nelle orecchie dei poveretti neisecolideisecoliamen. 

RESISTI, MIA GLORIOSA E RIVOLUZIONARIA RADIO! In nome della nostra lunga e fruttuosa avventura insieme, dimentica il tuo pin e NON FUNZIONARE! RE-SI-STEN-CIA!

E, se riesci, provoca anche un corto circuito nella macchina su cui proveranno a torturarti, che costi a quell'infingardo un danno pari almeno a 110 €, che è quello che mi costa il vetro che mi hanno sfasciato con un mattone. Ho detto ALMENO, tu esagera pure.

T'ho nel cuore, mia Poderosa.  

lunedì, 28 agosto 2006 @ agosto 28, 2006 22:25

LittleWizard
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Viola elefante supercar

L'altra sera è stata una delle più divertenti degli ultimi secoli: 7 strani figuri attorno ad un tavolo a fare a gara a chi aveva le storie più idiote da raccontare a proposito delle vacanze in gruppo, giusto appena prima che io parta per la corsica con i suddetti strani figuri, o almeno con qualcuno di loro. E, oltre all'aver scoperto di essere passata alla storia per aver dato un "due di picche epico" (così l'hanno definito) ad un ragazzo a cui ho detto non che per me era come un fratello (sarebbe stato accetabile, è un classico) bensì che per me era come UN PADRE (ha 3 anni in più di me, mi chiedo ancora come mi sia saltata in mente cotal cazzata, ma ero gggggiovane, avevo 15 anni ad ero pura!), ho anche scoperto un'altra cosa fantastica: che da qualche parte del mondo esiste una gelateria in cui ci sono gusti come viola (e fin qui), ELEFANTE e SUPERCAR.

E penso che, se al mondo esiste un posto simile, allora vuol dire che vale la pena partire subito per trovarlo e stringere la mano a quel genio del proprietario, e magari sposarlo pure.

mercoledì, 02 agosto 2006 @ agosto 02, 2006 22:40

LittleWizard
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It's not unusual to be loved by anyone
It's not unusual to have fun with anyone
but when I see you hanging about with anyone
It's not unusual to see me cry,
oh I wanna' die
It's not unusual to go out at any time
but when I see you out and about it's such a crime
if you should ever want to be loved by anyone,
It's not unusual it happens every day no matter what you say
you find it happens all the time
love will never do what you want it to
why can't this crazy love be mine
It's not unusual, to be mad with anyone
It's not unusual, to be sad with anyone
but if I ever find that you've changed at anytime
it's not unusual to find out that I'm in love with you
whoa-oh-oh-oh-oh

 Mi sforzo ma ancora non ce la faccio, qualcosa ancora brucia e mi rallenta e non mi lascia avvicinare al traguardo, al mio 6.1 liberatorio.

- Confessioni di una mente poco equilibrata -


martedì, 01 agosto 2006 @ agosto 01, 2006 20:50

LittleWizard
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Oggi mi hanno detto...

... che sono la peggiore, anzi, la peggiore delle peggiori, perché, a quanto pare, ho fatto un danno informatico sul pc con cui sto scrivendo (danno che, chiaramente, io non vedo né riscontro, ma tant'è):

E poi mi hanno detto che sono un'ignorante (Kinda questa non me la dovevi fare!!!  ) perché non so chi ha vinto il Campiello né lo Strega né quest'anno (e comunque non basterebbe) né gli anni passati... Sob.

E poi mi hanno detto che sono stordita (ho chiamato mia madre incazzata nera perché non aveva chiamato,  peccato che lei mi avesse chiamato 3 ore prima e io me lo fossi completamente dimenticata).

E allora io sono arrivata a casa e ho scritto una mail "di lavoro" ad un tizio che aveva osato obiettare sulla validità del mio lavoro (uno scrittore in erba) e gliene ho dette parecchie, anche sulla sua categoria che mi fa tanto incazzare perché ha sempre voglia di insegnare a noi poveri mortali cosa sia La Verità e alla fine non dice mai niente di nuovo, ho scritto per 3 ore e alla fine ero soddisfatta quasi come dopo una megatrombata.

Da questo di evince che, in realtà, la definizione più azzeccata per me è FRUSTRATACIDAISTERICAROMPICOGLIONINCAZZOSAERISSOSA.

Il fatto è che la cosa non mi disturba neanche tanto.

venerdì, 28 luglio 2006 @ luglio 28, 2006 00:57

LittleWizard
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Home Sweet Home

Quando fa un caldo insopportabile, e il programma sono 3 ore e mezza di treno e poi una corsa, veloce come una lippa, attraverso il parcheggio buio e tempestoso, devi anche aspettarti, nell'ordine:

1) uno scompartimento con l'aria condizionata più timida della storia e un capotreno che, nella sua sconfinata arguzia, decide di accenderla solo a metà viaggio :paaaaaaaaaaaaant:

2) due compagne di scompartimento, 50 e 178 anni rispettivamente, che si fanno cogliere da improvvisi e immotivati attacchi di riso, fastidosissimi per chi non sa nè vuole saperne la causa, e anche per chi il motivo di tutta quella ilarità l'ha capito, e non l'ha trovato così tanto ilare.

2bis) le solite compagne di scompartimento che, avendo ingoiato una radio a testa, non smettono di parlare cercando il consenso nei miei occhi, e non ti sognare di alzare la testa perchè, appena vedono che sei minimamente distratta dall'interessantissimo lettore cd che catalizza la tua attenzione da circa un'ora, ti  sorridono ammiccanti e ti chiedono: "Vero, signorina?", annuendo con quel loro bel capino vuoto e cercando in ogni modo di estorcerti indformazioni sui cazzi tuoi per potersi far cogliere da un altro attacco di riso non appena scenderai dal treno.

3) Un coinquilino che neanche mi saluta e comincia a comunicarmi le sue ultime conquiste lavorative, come se io fossi il suo manager e non aspettassi altro che sapere per filo e per segno cosa gli è stato detto da quei cazzo di gestori del locale (va bene tutto, non servivano il tappeto rosso e i petali di rosa per darmi il benvenuto, ma magari un "ciao" non mi avrebbe fatto così schifo. Un "Come va?" sarebbe stato eccessivo, non avrei retto all'emozione.)

4) Sempre il solito coinqulino che mi delizia con la romantica descrizione dei suoi ultimi "attacchi di diarrea (sic)" per un buon quatro d'ora. :maperché??:

5) Il frigo vuoto e una fame imbarazzante.

Per fortuna ci sono le tortine di mia zia (marmellata di pesche e albicocche fatta in casa...). Ora direi che vado a letto, ma prometto che, la prossima volta, mi premurerò per lo meno di lasciare qualcosa di mangiabile nel frigo che non siano sottoaceti o salsa di pomodoro in tubetto. Perché andare a letto così incazzati non fa mica bene. X(

lunedì, 24 luglio 2006 @ luglio 24, 2006 00:25

LittleWizard
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Uno stagno da sogno

C'era una volta uno stagno, e lì nei dintorni viveva uno Scorpione. Guardava l'acqua, guardava la sponda opposta, e avrebbe voluto arrivarci. Ma non sapeva nuotare, ed era terrorizzato all'idea di buttarsi. Ma lì, proprio dentro lo stagno dei sogni del nostro Scorpione, viveva una Rana. E nuotava da Dio, lei.  

Lo Scorpione, allora, decise che avrebbe chiesto alla Rana un passaggio. Ma lei non era proprio molto convinta: alla fine lo Scorpione non era un cazzo affidabile, e lei non aveva intenzione di rischiare il suo rivestimento verde per una puntura di quel brutto gaglioffo. Però le venne in mente che, in realtà, non correva alcun rischio, anzi, era in una botte de fero: lo Scorpione non l'avrebbe punta per nulla al mondo, perchè altrimenti sarebbe morto annegato lui stesso, date le sue inensistenti capacità natatorie. Allora la Rana accettò, a caricò in groppa lo Scorpione. Poi si staccò dalla riva e cominciò a nuotare.

Ma, proprio mentre sguazzava al centro della stagno, la Rana sentì un dolore sulla schiena. Incredula, e ormai quasi senza forze, si voltò a guardare lo Scorpione: stava per annegare, muoveva le zampette frenetico ma era evidente che non avrebbe retto a lungo. Sempre più stordita e stupita, la Rana gli domandò: "Ma perchè mai hai fatto una cosa tanto stupida? Lo sapevi anche tu, che pungendomi mi avresti ucciso e tu saresti annegato... Per quale motivo?". E lo Scorpione, annaspando, gli rispose solo:

Non ho potuto farne a meno. 

Tutto questo per dire? Non so, fate voi. E' una bella storia, e c'è del vero. Ci sono cose che non cambieranno mai, neanche volendo, e allora forse è inutile spaccarcisi la testa; non c'è niente da capire, e bisogna prenderla così.  

lunedì, 10 luglio 2006 @ luglio 10, 2006 21:36

LittleWizard
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...Rambaldo trascina un morto e pensa: "O morto, io corro corro per arrivare qui come te a farmi tirar per i calcagni. Cos'è questa furia che mi spinge, questa smania di battaglie e d'amori, vista dal punto donde guardano i tuoi occhi sbarrati, la tua testa riversa che sbatacchia sulle pietre? Ci penso, o morto, mi ci fai pensare, ma che cambia? Nulla. Non ci sono altri giorni che questi nostri giorni prima della tomba, per noi vivi e anche per voi morti. Che mi sia dato di non sprecarli, di non sprecare nulla di ciò che sono e di ciò che potrei essere. Di compiere azioni egregie per l'esercito franco. Di abbracciare, abbracciato, la fiera Bradamante. Spero che tu abbia speso i tuoi giorni non peggio, o morto. Comunque per te i dadi hanno già dato i loro numeri. Per me ancora vorticano nel bussolotto. E io amo, o morto, la mia ansia, non la tua pace."

I. Calvino, Il cavaliere inesistente

La mia prima orecchia su un libro è su questa pagina. Ma meritava, per celebrare il ritorno dell'energia. Forse ci ha messo un po' di tempo, ma alla fine sembra che ce l'abbia fatta.

giovedì, 29 giugno 2006 @ giugno 29, 2006 23:40

LittleWizard
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Furba come una mortadella (senza pistacchio)

Ovvero: della buffa storia della Maga tra i fiori.

Mi spiego: oggi pomeriggio, dopo 6 ore di lavoro filato nell'afa rovente, salgo sulla macchina rovente e mi sciroppo 3/4 d'ora nelle lande veronesi per raggiungere un simpatico casolare dimenticato da dio e dagli uomini per andare a farmi dare del lavoro. "Il MIO lavoro", sono stata subito tentata di pensare. Ho peccato di superbia, lo ammetto Vostro Onore. Ma Vi prego di perdonarmi: io lavoro in una casa editrice, e un editore della zona mi ha contattato per collaborare con lui. Era facile farsi ingannare, e pensare che avesse addirittura minimamente capito quali sono le mie competenze e conoscenze. Non avevo calcolato che il punto era un altro: non è che non l'abbia capito. Semplicemente non gliene frega un cazzo. :) 

Dicevo: arrivo alla casina color albicocca che ospita la redazione, così bucolica da far impallidire di vergogna i ranch del Tennessee, entro e mi siedo ad una scrivania in mezzo a una cucina, coi pensili ai muri pieni di libri e la stampante al posto del forno. E un ometto che sembra Babbo Natale mi dice finalmente cosa si aspetta da me e dalla mia collega. Semplice: dobbiamo scrivere, (non correggere, non rivedere, non riorganizzare: scrivere) un testo che lui stesso ha così definito: "una sorta di grande libro del giardinaggio".

1) Come cazzo si fa a scrivere una cosa simile???? Cosa ne so io di come gestire una mole di lavoro del genere? Devo occuparmi dell'impaginazione, delle foto, dei disegni tecnici, delle fonti, della grafica, ma soprattutto devo scrivere i testi! E cosa cazzo ne so io di tutto ciò? E questo porta direttamente al punto 2.

2) Un grande libro del giardinaggio? GIARDINAGGIO? GIARDINAGGIO?

MA PERCHE'???????????????

Ma poi mi è venuta in mente una cosa, anzi una pubblicità. E allora ho visualizzato la scena: un volume pesante almeno 4 kg (la carta patinata pesa, e poi è un GRANDE libro) in moto uniformemente accelerato pericolosamente accelerato. Direzione? Un giardiniere. Uno a caso.

 My Sweet Revenge...

Ci sono cose che non hanno prezzo. :D

@ giugno 29, 2006 23:00

LittleWizard
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Back to Atlantide

Lei: un'addestratrice di uomini (...o quasi. Si è iscritta al corso e ha tutte le intenzioni di frequentare ogni singola lezione, prendere appunti, essere diligente e mettere in pratica ogni consiglio. Per ora, accontentiamoci di questo. Quando diventerà davvero un'addestratrice professionista, comunque, sarete avvisati tempestivamente.)

Lui: un indomito avventuriero, senza macchia e senza paura, un eroe intercontinentale, un musicista coi controcazzi, uno sk8er, un centauro, e, diciamolo pure, tra l'altro anche un bel figliolo.

Dove: Atlantide, terra di sospiri (al mirto), pace, sole, cicale, ventochetiportavia, dolci signore che ti imbottiscono di cibo ("hai ancora fame?" dopo i peperoni gratinati, la pasta con le zucchine, il pesce al forno, insalata e formaggio è una domanda che mi commuove sempre), feste, concerti, albe e monti da cui guardarle.

Quando: la settimana scorsa, ma non è abbatsanza poetico, quindi la rifamo, questa.

Quando: in un tempo ormai lontano, di cui quasi più nessuno ha memoria. Quasi, perchè la pulzella lo ricorda bene, com'è andato il suo viaggio.

Dunque: si immagini una sera a Genova, un borsone enorme da cui spuntano 2 gambette corte e che emette una serie di strani rumori, che suonano come bestemmie e male parole all'indirizzo di quel pazzo che ha progettato il porto di Genova in modo da rompere il cazzo a tutti i poveri stronzi che lo attraversano a piedi e notevolmente zavorrati. Si immagini una nave che fa il suo tipico POOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO verso le 10 di sera, e sulla quale c'è la nostra eroina, che, modello teen-ager in ribellione con l'intiero mondo, gongola all'idea di arrivare su Atlantide a bordo di un traghetto che si chiama FREEDOM (fa molto film, effettivamente sembrava quasi fatto apposta). Si aggiunga alla miscela un bel biondo che le offre un caffè in cambio della sorveglianza momentanea dei di lui bagagli, e che porta alla pulzella ben 3 diverse bustine per addolcire il caffè, di modo che lei possa scegliere (chi conosce la donzella in questione provi per un solo momento ad immaginarsi la sua faccia davanti a un simile gesto. O_O). -Che poi la gentile brezza marina in dotazione sul ponte della nave abbia portato in un nanosecondo la bevanda a temperatura meno 18 è un dettaglio trascurabile su cui sorvoleremo- Si shakeri il tutto per benino, si aggiunga un'oliva e si avrà una quadro verosimile della prima notte, da gustare rigorosamente sul ponte 9 di un traghetto inseriti in un sacco a pelo verde, dissertando di cartoni animati e telefilm e di tutto ciò che può venirvi in mente per far trascorrere 10 ore prima dell'attracco.

E poi arriva lei, maestosa nell'incedere, elegante e superba, di classe ma modesta, sempre presente nel momento del bisogno: la 500 azzurroverdina metallizzata modificata, in grado di raggiungere i 1000 all'ora e di rendersi invisibile (quasi...) in prossimità dei posti di blocco.

Ma non finisce qui, perchè, a questo punto, arriva anche lui, l'eroe, l'uomo che ha-visto-cose-che-voi-umani, l'uomo che è riuscito a metterci 26 ore da Olbia a Genova con il mare forza 9 raggomitolato nel garage del traghetto mentre anche i marinai avevano ormai perso ogni dignità e vomitavano anche l'anima appesi alla balaustra: chiameremolo semplicemente L'eroe, perchè se lo merita.

E poi arrivano 6 giorni di pura e semplice perfezione, organizzazione al secondo e incastro di eventi correlati da quiete e abbandono di ogni ansia. E una casupola incastonata tra i monti e spersa tra le pecore, popolata da abitanti singolari decisamente simpatici che rumoreggiano a più non posso e scolano ettolitri di birra. E L'Eroe che quando canta si trasforma da angioletto a dio del sesso, con le ragazzine urlanti che lo osannano, e l'Addestratrice si gongola per poter camminare accanto a lui con un sorrisetto stronzo tipo: "Rodete pure, tanto io ce l'hooooo, e voi nooooo!". E un tramonto sul Monte Longu mentre L'Eroe le racconta una storia meravigliosa d'altri tempi su orchestre di campanacci e pastori musicisti, e le discussioni filosofiche sull'evoluzione dell'uomo e poi la frase di uno dei due: "Io con te ci farei un figlio! :D". (Vi diamo solo un indizio per scoprire quale dei due: chi ha detto questa frase non ha le tette. Non vi è stato d'aiuto? Eeeeeeeh purtroppo...). E poi un lato nuovo delle cose, spontaneo e naturale. E L'Eroe che la porta a vedere una spiaggia bianca con le dune e il mare di 5 colori, e mentre contemplano il panorama lui si toglie gli occhiali antiriflesso e vede una scritta sulla sabbia: FANCULO FROCI! E il limoncello della nonna di Emanuele, ( "fatto col cuore!) buono anzi buonissimo, e il vino dello zio di Cifo (peccato aver avuto il bicchiere bucato!), e Manolo che fa il coro all'Eroe (e lo fa benissimo!) col suo cane Maccaro insubordinato e mordace. E Roy Paci, naturalmente (o meglio, un simpatico ometto che assomigliava parecchio al suddetto ma che ha stracciato i maroni a tutti per 3 ore con le sue canzoni. E non sapeva neanche il testo di Redemption Song). Ed è così che l'Addestratrice passa le sue giornate, controllando ogni tanto per vedere qualche telecamera nascosta che le dica a un certo punto: "Sei su candid camera!".

A questo punto si immagini una nave che parte, stavolta verso il continente, e poi si richiami alla memoria la precedente immagine della borsa abnorme con le gambe corte e bestemmiatrice. Si immagini anche il POOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO, e tutto ciò che ne consegue, tipo viaggio della speranza per l'Addestratrice, che, dopo 10 ore di nave, un taxi, 2 treni e un autobus, giunge a casa e la trova devastata da un'orda di unni incarogniti, e in sottofondo la voce del coinquilino dall'oltretomba del sonno più profondo: "Scusa il casino!" Mai disordine più scandaloso apparve sulla Terra nella sua millenaria storia. L'Addestratrice sarebbe pronta a scommetterci. L'Eroe, nel frattempo, si rinchiude in una taverna e cerca di affogare nell'alcool, e, anche se sembra molto romantico, la realtà è semplicemente che l'eroe è pur sempre un chaltrone!

Tutto ciò che è stato omesso è gelosamente conservato nell'archivio mentale dell'Addestratrice; si narra che ora, di tanto in tanto, lei lo consulti, e ci ritrovi tutte le cose buone che già le mancano immensamente. E che ogni volta sorrida, al pensiero di quanta fortuna ha avuto a incontrare L'Eroe.

Special thanks to:  Capanna Polverosa con le Pietre Fuori (Aio, pizzinnus!!!!!), e a Eroemamma e Zietta.

venerdì, 16 giugno 2006 @ giugno 16, 2006 02:43

LittleWizard
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8 mesi dopo

Stasera, dopo 8 mesi di silenzio coatto, torno a farmi vedere.

Non vedevo l'ora.

Stasera a Verona c'è un'aria da paese di mare, da nonno-nipote-nonna con gelato fragola-cioccolato, da motorini che strombazzano, quasi da grilli e da cicale. E c'è Fabio Volo che trasmette in diretta da barcellona. 

E io faccio finta di niente, e invece guardo attentamente ogni luce e ci cerco casa mia. Ebbene sì, Signori della Corte: io non ho ancora finito con Barcellona, nonono. Sono talmente lesa che l'altro giorno, mentre guardavo italospagnolo, il vento ha gonfiato la tenda e io ho immaginato che fosse barcellona che mi stava salutando e che mi diceva che mi avrebbe aspettata perchè mi vuole bente quanto gliene voglio io. Sì, ho pensato proprio questo.

volver... 

domenica, 28 maggio 2006 @ maggio 28, 2006 00:15

LittleWizard
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Ore 19.50

Ce la metto tutta, a sembrare barcellonese, e credo di riuscirci anche abbastanza. Cammino veloce per le strade, so i nomi delle vie, so come attraversare la città in metropolitana senza dover guardare la cartina; quando sono nella parte sommersa della metropoli, attraverso i corridoi senza il minimo indugio, e quando emergo appoggio sul mio viso l'espressione di chi è abituato a vedere ciò che vede.
Ma c'è un momento della giornata in cui la mia copertura cade completamente, senza darmi modo di oppormi.
Succede automaticamente, nemmeno me ne rendo conto; salgo sull'autobus per tornare a casa dall'ufficio, cerco un posto per sedermi, apro il libro che mi sono portata e comincio a leggere. Non guardo la strada, so che ci vorranno almeno 20 minuti, quindi mi disinteresso a qualsiasi stimolo esterno e lascio che l'autobus mi accompagni. Fino a che.
 Fino a che i miei occhi si alzano automaticamente dalla pagina, le mie mani chiudono il libro e io alzo lo sguardo, e sorrido un po', tra le righe, e mi godo lo spettacolo, pochi secondi di spettacolo: signori, Passeig de Gracia. Milioni di macchine che passano veloci, clacson, pedoni, biciclette, motorini, autobus come il mio con sopra persone come me, che rimangono mute e ferme per quegli attimi, come se volessero compensare tutto quel rumore e quel movimento, riequilibrare la situazione. Ma io so cosa pensano quelle persone: pensano che non c'è proprio nulla da riequlibrare, va benissimo com'è. C'è un tramonto sulla sinistra, non un tramonto da cartolina, chiaro, un tramonto da metropoli, ma con tutte le carte in regola per indurre gli spettatori ad un rispettoso silenzio. E sulla destra, se guardi bene, c'è il mare. Per arrivarci devi attraversare una piazza immensa, e camminare lungo una delle vie più caotiche e lunghe del mondo, ma poi c'è il mare.
Sì, effettivamente dalla mia posizione di passeggera di un autobus, io il mare non lo vedo. Ma so che c'è, una leggera pendenza mi dice che non ci sono dubbi, e, se non ci sono dubbi, allora io ci credo, e lo vedo.
Chiunque sia di Barcellona lo sa, che la mia faccia è quella di una che non ci può ancora credere, di essere lì, una che non riesce ad abituarsi a tutta quella grandezza, e che forse non ci vuole nemmeno riuscire. Posso ostentare indifferenza a quasi tutto, ma alle 19.50 circa, ogni santo giorno, Barcellona mi toglie il respiro per un po'. 
 
Ancora pochi giorni, pochissimi viaggi in autobus, e poi avrò qualche altro posto attorno, non peggiore nè migliore, solo altro.
 
La mia prima casa, e poi anche la seconda, la prima volta che mi sono sentita davvero indipendente, la prima volta che ho dovuto fare da sola, e anche la mia prima volta con qualcuno davvero, assieme "nel bene e nel male", di notte e di giorno.
Adesso me ne vado, ma tu fammi una promessa, nella lingua che preferisci, ma fammela: oggi, alle 19.50 circa, giurami che non ti sposterai di un millimetro. La strada per trovarti, ora, la conosco. Io forse tornerò a farmi togliere il fiato da te. 
Tu, intanto, non ti muovere, Barça.

mercoledì, 21 settembre 2005 @ settembre 21, 2005 11:57

LittleWizard
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È fatta.

Ritorno.

Una settimana fa non avevo minimamente idea di tutto ciò; pensavo ad un anno in Nuova Zelanda, o ad andare a fare la vendemmia in Toscana, ma non a questo. Ma senza colpi di scena, alla fine, che gusto c'è? Quindi. Quindi tra meno di un mese avrò un'altra casa, in un'altra città, Verona, che, a dire il vero, non ho mai avuto chissá quale curiosità di conoscere. E invece ci vivrò per sei mesi, il tempo di fare uno stage non pagato in una piccola casa editrice...

Che Nostra Signora delle Ferrovie mi assista e sempre mi accompagni, a piombare in casa di tutte quelle persone che non ho visto per mesi e che ora sono di nuovo a distanza "faccio un cruciverba e pisolo un po' e sono già arrivata".

E che Nostra Signora delle Merendine si metta una mano sulla coscienza e l'altra la appoggi sul culo di chi so io, e gli dia una spintarella, e me lo mandi nella mia direzione, anche stavolta. :)

giovedì, 01 settembre 2005 @ settembre 01, 2005 11:25

LittleWizard
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Se avete un dejavu, premete lo zero. Se avete un deja vu, premete lo zero.

Risponde la segreteria telefonica della Maga, detta anche il Pescione.

mercoledì, 31 agosto 2005 @ agosto 31, 2005 12:55

LittleWizard
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